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NAZIONALE

23 su 30.
Due anni dopo Parma,
il percorso delle Azzurrine del 2024

Nel 2024 erano trenta alla prima Women's Summer Series. Due anni dopo, ventitre compaiono nella rosa WXV della Maggiore o nell'U21 dell'Aquila. Il dato non racconta tutto, ma permette finalmente di seguire una generazione senza fermarsi alla singola convocazione.

Il 24 giugno 2024 la Federazione Italiana Rugby pubblicò la lista delle trenta giocatrici scelte da Diego Saccà per la prima edizione delle Women's Summer Series U20. Parma avrebbe ospitato Scozia, Irlanda e Galles in un torneo nuovo, nato per aumentare le occasioni di confronto internazionale in una fascia d'età che nel rugby femminile aveva ancora pochi appuntamenti strutturati.

Il 1 ottobre 2026 è arrivata un'altra lista: trentuno giocatrici chiamate per il triangolare U21 dell'Aquila con Scozia e Galles. In mezzo ci sono poco più di due anni, un'altra Summer Series, la nascita delle U21 Six Nations Series, cambi di club, trasferimenti all'estero, esordi internazionali e ragazze che hanno già trovato spazio nella Nazionale maggiore.

Mettere le convocazioni una accanto all'altra permette di vedere qualcosa che, seguendo un appuntamento alla volta, resta quasi invisibile. Delle trenta giocatrici chiamate per Parma nel 2024, ventitre compaiono almeno in uno dei due gruppi azzurri presi in considerazione nell'autunno 2026: la rosa di 38 giocatrici indicata per le WXV Global Series oppure l'U21 convocata per L'Aquila.

Quindici sono nella rosa WXV della Maggiore. Undici nell'U21. Francesca Andreoli, Desiree Spinelli e Vittoria Zeni compaiono in entrambe. Ventitre giocatrici diverse su trenta: il 76,7%.

È un numero interessante, ma va chiamato con il suo nome. Non è un tasso di permanenza della filiera e non dimostra che il 76,7% delle giocatrici U20 arrivi alla Nazionale maggiore. Stiamo confrontando tre convocazioni precise, riferite a momenti e competizioni differenti. Dice però che, a distanza di due anni, una parte molto ampia del gruppo di Parma continua a comparire nei principali ambienti internazionali utilizzati dalla FIR per quella fascia di giocatrici.

Parma non era un punto zero

Sarebbe comodo raccontare una linea perfetta: U20 nel 2024, U21 nel 2026 e poi Nazionale maggiore. La realtà è meno ordinata e, proprio per questo, più interessante.

Alcune delle ragazze della Summer Series erano già state avvicinate alla Maggiore prima di Parma. Sofia Catellani aveva già esordito a livello senior; Elena Errichiello aveva già un cap. Sara Mannini era stata convocata per Italia-Scozia del Sei Nazioni 2024 senza entrare in campo. Nei raduni U20 della primavera 2024 comparivano inoltre Giada Corradini e Silvia Fent, già entrate nel perimetro della Nazionale senior come convocate o invitate.

La selezione giovanile non funzionava quindi come una stanza dalla quale uscire per entrare successivamente in quella dei grandi. I due ambienti avevano già cominciato a sovrapporsi. Le Summer Series non hanno prodotto da sole le giocatrici arrivate in Nazionale: hanno aggiunto partite internazionali, giorni di lavoro comune e un livello competitivo intermedio dentro percorsi che erano già iniziati nei club, nei programmi federali e, per alcune, persino nella Maggiore.

A Parma, intanto, l'Italia vinse tutte e tre le partite: 17-13 alla Scozia, 24-17 all'Irlanda e 33-19 al Galles. A fine torneo Margherita Tonellotto, Sara Mannini, Giada Corradini, Vittoria Zanette e Rubina Grassi furono inserite nel Team of the Series. Due anni dopo, tutte e cinque compaiono nella rosa WXV 2026 della Nazionale maggiore.

Quindici su trenta nella rosa WXV

Nella rosa scelta per le WXV Global Series 2026 ritroviamo Francesca Andreoli, Alia Bitonci, Sofia Catellani, Chiara Cheli, Giada Corradini, Elettra Costantini, Elena Errichiello, Silvia Fent, Rubina Grassi, Mascia Jelic, Sara Mannini, Desiree Spinelli, Margherita Tonellotto, Vittoria Zanette e Vittoria Zeni. Sono quindici giocatrici, esattamente la metà delle trenta convocate per Parma.

I percorsi, però, sono già molto differenti. Mannini arriva alla rosa WXV con 17 caps, Bitonci con 15, Zanette con 7, Spinelli con 5 e Cheli con 4. Sofia Catellani ne ha 3, Giada Corradini ed Elettra Costantini 2, Elena Errichiello e Margherita Tonellotto uno. Andreoli, Fent, Grassi, Jelic e Zeni figurano invece tra le esordienti indicate nella rosa annunciata il 2 settembre.

Lo stesso elenco contiene quindi giocatrici già entrate nella rotazione della Nazionale e altre che stanno bussando alla porta. E uno dei motivi per cui l'espressione 'le giovani del futuro' serve fino a un certo punto: nel luglio 2024 erano tutte dentro lo stesso gruppo U20, nel settembre 2026 non sono più nello stesso momento del percorso. Una generazione non procede in blocco. Si allunga.

Undici nomi tornano nell'U21 dell'Aquila

Nella lista del 1 ottobre ritroviamo Francesca Andreoli, Martina Busana, Angelica Cittadini, Greta Copat, Alice Fortuna, Nicole Mastrangelo, Lucie Moioli, Mihaela Pirpiliu, Luna Sacchi, Desiree Spinelli e Vittoria Zeni. Sono undici nomi del 2024.

Tre - Andreoli, Spinelli e Zeni - sono contemporaneamente presenti anche nella rosa WXV della Maggiore. È probabilmente questa sovrapposizione la parte più utile da osservare: l'U21 non è un recinto separato dalla Nazionale senior, ma può diventare uno spazio nel quale continuare ad accumulare minuti internazionali mentre il contatto con la Maggiore è già iniziato.

Lo si era visto anche durante le U21 Six Nations Series della primavera 2026, quando nello stesso gruppo hanno giocato ragazze già cap della Nazionale maggiore e altre ancora all'inizio del percorso. L'Italia ha vissuto tre partite molto diverse: il 55-8 subito dall'Irlanda a Galway, il 29-33 con il Galles a Piacenza e il 34-22 ottenuto a Edimburgo contro la Scozia. Il valore di quelle settimane sta anche nell'aver moltiplicato le occasioni internazionali prima del livello senior.

Il 2025 conferma che non è una coincidenza

Lo stesso esercizio fatto sulla seconda Summer Series rende il quadro ancora più interessante. Nel giugno 2025 Diego Saccà convocò trenta giocatrici per il torneo di Cardiff. A distanza di poco più di un anno, venticinque di quelle trenta compaiono nella rosa WXV 2026 oppure nella nuova U21 dell'Aquila.

Sedici sono nell'U21, undici nella rosa WXV. Francesca Andreoli e Vittoria Zeni compaiono in entrambi i gruppi. Anche questo 25 su 30 non va trasformato automaticamente in un indicatore di successo: il tempo trascorso è più breve e le fasce d'età sono inevitabilmente più vicine. Serve però a mostrare che la continuità di nomi non riguarda soltanto il gruppo della prima edizione.

Nel frattempo cambiano anche i club

Seguire gli stessi nomi nel tempo fa emergere un'altra parte della storia, quella che si svolge lontano dalle finestre internazionali. Francesca Andreoli nel 2024 era indicata come giocatrice di Colorno; oggi è al LOU Rugby. Angelica Cittadini è passata dalla Capitolina allo Stade Rennais. Lucie Moioli, allora ai Centurioni, gioca ora al Montpellier. Desiree Spinelli era ai Puma Bisenzio ed è oggi alla Benetton. Mihaela Pirpiliu è passata dal Rugby Rovato al CUS Torino.

Sono dettagli che una convocazione fotografa soltanto per un istante, ma che diventano rilevanti quando si prova a ricostruire lo sviluppo di una giocatrice. La Nazionale giovanile la vede durante i raduni e nelle partite internazionali; gran parte della crescita avviene nei club, nelle settimane ordinarie, e sempre più spesso anche all'estero.

E le sette che non compaiono?

Erika Campigotto, Anna Carnevali, Elisa Cecati, Alessia Della Sala, Antonella Maione, Sara Negroni e Aregash Pellizon sono le sette giocatrici della lista 2024 che non compaiono né nella rosa WXV 2026 né tra le convocate per L'Aquila.

È l'unica cosa che questo confronto consente di affermare. Non significa che abbiano lasciato il rugby, che siano uscite dal percorso federale o che non possano rientrarvi. Una mancata presenza in due convocazioni può dipendere da molti fattori: scelta tecnica, età, disponibilità, infortunio, forma del momento, studio, lavoro o concorrenza nel ruolo. Attribuire una causa senza verificarla trasformerebbe un dato in una storia inventata.

Quelle sette caselle vuote aprono semmai una domanda diversa, che merita una ricerca propria.

Le trenta di Parma, due anni dopo

Giocatrice - Summer Series 2024WXV 2026U21 L'Aquila
Francesca AndreoliSìSì
Alia BitonciSì
Martina BusanaSì
Erika Campigotto
Anna Carnevali
Sofia CatellaniSì
Elisa Cecati
Chiara CheliSì
Angelica CittadiniSì
Greta CopatSì
Giada CorradiniSì
Elettra CostantiniSì
Alessia Della Sala
Elena ErrichielloSì
Silvia FentSì
Alice FortunaSì
Rubina GrassiSì
Mascia JelicSì
Antonella Maione
Sara ManniniSì
Nicole MastrangeloSì
Lucie MoioliSì
Sara Negroni
Aregash Pellizon
Mihaela PirpiliuSì
Luna SacchiSì
Desiree SpinelliSìSì
Margherita TonellottoSì
Vittoria ZanetteSì
Vittoria ZeniSìSì

La tabella non racconta una carriera. Dice soltanto dove compaiono trenta nomi in tre momenti precisi: Parma 2024, la rosa WXV del settembre 2026 e l'U21 dell'Aquila dell'ottobre 2026.

Se vogliamo capire davvero se il percorso giovanile femminile italiano stia creando più occasioni, più esperienza e un passaggio più leggibile verso l'alto livello, serviranno anni di dati. Bisognerà seguire chi arriva in Nazionale maggiore, ma anche chi resta nei club, chi cambia strada e chi esce dal rugby.

Per ora abbiamo una prima fotografia: due anni dopo Parma, 23 dei 30 nomi di quella lista sono ancora visibili nei due gruppi azzurri osservati. Il resto della storia non sta nella percentuale. Sta in quello che succedera a quei trenta nomi da qui in avanti.

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